“Gio. Poiche noi siamo ridotti al luogo solito; darò principio a ragionare della spada co’l pugnale, come hieri da me vi fu promesso: ancor che in queste armi non vi sarà da discorrere molto: perche nel ragionamento della spada sola, havete inteso tutta la Theorica. Et perche essa serve ancora in queste ; non sarà bisogno in tutto replicarla. Solo vi dirò la maniera, che dovete tenere nel mettervi in guardia co’l pugnale et con la spada, et vi darò ancora alcuni avertimenti sopra il parare, at ferire, per non havere ogni volta à replicare una medesima cosa.” p.34verso – p.35 recto
Nel quarto giorno della sua opera schermistica Giovanni Dalle Agocchie insegna l’arte della spada e del pugnale. L’opera tutta del Maestro bolognese è strutturata in forma di dialogo tra lui, Gio., e Lepido Ranieri, Lep., un “giovane di accorte, at virtuose maniere, et molto intendente dello essercitio dello schermire”, che gli funge da allievo.
Il Maestro, dopo l’insegnamento delle Coppie di Guardie e del Modo di impugnare il pugnale, ci spiega che l’apprendimento delle diverse tecniche per la spada accompagnata al pugnale sarà assai facile per quanti sono già stati istruiti con la spada sola, che per lui rappresenta la base di tutta la scienza delle armi.
In realtà le difformità nelle dinamiche tra spada sola e spada e pugnale sono notevoli e molto più raffinate, tuttavia egli preferisce esordire con i suoi 4 Avertimenti fornendo delle basi, su cui poi costruirà tutte le tecniche a venire.